Sostenibilità

Biodegradabilità

La pelliccia è una risorsa rinnovabile, si rigenera naturalmente!
Può sembrare strano parlare di risorsa in questo contesto, ma la capacità riproduttiva degli animali da pelliccia è molto alta e ogni anno ci si ritrova con un surplus per ogni specie, superando la capacità di carico della natura.
Come è noto tutti i materiali che hanno un’origine animale al 100% possono avere un ruolo fondamentale nel nostro prossimo futuro ed è proprio per questo che si dovrebbe focalizzare l’attenzione su un documento reso pubblico da International Fur Federation tramite un’analisi effettuata dal laboratorio OWS Brussels nel 2018. In questo documento si descrive come la biodegradabilità della pelliccia vera sia molto più veloce e green rispetto ad un'”eco pelliccia” o prodotti similari come l’accoppiamento di fibre animali e plastica, la cui definizione ‘’eco’’ non può più essere utilizzata dal 2020.
Il test dimostra come una volta abbandonato in una comune discarica, una fibra principalmente formata da plastica si degrada molto più lentamente rispetto a una fibra naturale quale la pelliccia.
In particolare per il test sono state riproposte le condizioni ambientali di una comune discarica, in quanto entrambi i materiali non hanno una destinazione precisa per il riciclo. Il test ISO 15985 consiste nel mettere a confronto la cellulosa, in una prova di digestione anaerobica ad alto contenuto di solidi.
Dopo 15 giorni la biodegradazione della cellulosa è stata rilevata dell’84,1%.
La biodegradazione finale (dopo 30 giorni) è stata pari all’85,7% ± 2,0%, il che significa che tutti i requisiti per un test valido sono stati soddisfatti.

A confronto, la biodegradazione del “FAKE FUR” non è MAI iniziata! Al termine del test è stata misurata nella percentuale dello 0,1%.
Il risultato leggermente positivo è considerato come variazione naturale nella produzione di biogas dell’inoculo. Ciò significa che la pelliccia ‘’fake’’ non è biodegradabile in condizioni anaerobiche mesofile e ad alto contenuto di solidi.

Biodegradabilità

La pelliccia è una risorsa rinnovabile, si rigenera naturalmente!
Può sembrare strano parlare di risorsa in questo contesto, ma la capacità riproduttiva degli animali da pelliccia è molto alta e ogni anno ci si ritrova con un surplus per ogni specie, superando la capacità di carico della natura.
Come è noto tutti i materiali che hanno un’origine animale al 100% possono avere un ruolo fondamentale nel nostro prossimo futuro ed è proprio per questo che si dovrebbe focalizzare l’attenzione su un documento reso pubblico da International Fur Federation tramite un’analisi effettuata dal laboratorio OWS Brussels nel 2018. In questo documento si descrive come la biodegradabilità della pelliccia vera sia molto più veloce e green rispetto ad un'”eco pelliccia” o prodotti similari come l’accoppiamento di fibre animali e plastica, la cui definizione ‘’eco’’ non può più essere utilizzata dal 2020.
Il test dimostra come una volta abbandonato in una comune discarica, una fibra principalmente formata da plastica si degrada molto più lentamente rispetto a una fibra naturale quale la pelliccia.
In particolare per il test sono state riproposte le condizioni ambientali di una comune discarica, in quanto entrambi i materiali non hanno una destinazione precisa per il riciclo. Il test ISO 15985 consiste nel mettere a confronto la cellulosa, in una prova di digestione anaerobica ad alto contenuto di solidi.
Dopo 15 giorni la biodegradazione della cellulosa è stata rilevata dell’84,1%.
La biodegradazione finale (dopo 30 giorni) è stata pari all’85,7% ± 2,0%, il che significa che tutti i requisiti per un test valido sono stati soddisfatti.

A confronto, la biodegradazione del “FAKE FUR” non è MAI iniziata! Al termine del test è stata misurata nella percentuale dello 0,1%.
Il risultato leggermente positivo è considerato come variazione naturale nella produzione di biogas dell’inoculo. Ciò significa che la pelliccia ‘’fake’’ non è biodegradabile in condizioni anaerobiche mesofile e ad alto contenuto di solidi.

Provenienza controllata

Le pelli da pellicceria si distinguono in allevamento e selvaggina, rispettivamente provenienti da Europa e Nord America e soggette quindi a gestione e regole diverse.

Le prima tipologia è gestita interamente dall’asta europea Saga Furs, la quale controlla, regola, assortisce e vende le pelli grezze. Nel sistema Saga Furs si sottolinea l’importanza del controllo sugli allevamenti i quali, aderendo al programma Saga Furs, sono tenuti sotto stretto controllo sugli aspetti più delicati come il Welfare degli animali, ma soprattutto rendono le pelli tracciabili dalla nascita alla vendita. Il sistema di controllo e le varie regole sono settate su norme definite tra gli allevatori, il Council of European Reccomendation on Fur farming e Sagafurs; agli allevatori viene data la qualifica e l’autorizzazione ad essere fornitori di Saga Furs, senza la quale qualifica non possono vendere i propri prodotti.
In breve possiamo definire il sistema di tracciabilità di Saga Furs in pochi punti cruciali e fondamentali:
1 – salute e benessere degli animali;
2 – condizioni, analisi costante e modifica, se necessario, dei vari cicli di vita dell’animale da allevamento;
3 – situazione igienica degli allevamenti;
4 – salute degli animali allevati tenuta sotto controllo da veterinari esperti che seguono i protocolli fissati nel Finnish Animal Welfar Act.
5 – gestione dell’ambiente ⊕;
6 – gestione del nutrimento ⊕;
7- preparazione del personale ⊕.

Facendo seguito a queste regole basilari in sviluppo costante tramite FIFUR (Finnish Fur Breaders Association) Saga Furs e WelFur, le certificazioni sono verificate da terze parti quali, per la Finlandia, la Finland Luova Ltd, che verifica realmente nell’allevamento le regole stabilite, mentre, per quanto riguarda le pelli provenienti da zone esterne alla Finlandia, le certificazioni vengono verificate da DVN GL tenendo come basi le regole stabilite da Saga Furs e WelFur e confermate da Baltic Control®.
Come già spiegato, il certificato Saga Fur include il protocollo redatto da WelFur, una ricerca scientifica relazionata in vari documenti sul benessere degli animali alla quale hanno partecipato molte università ⊕.

La seconda tipologia, la selvaggina, è gestita in parte dall’asta FHA North Bay, ed in parte direttamente da un nostro responsabile. L’approvvigionamento di pelli segue dei piani di abbattimento stabiliti e regolamentati per legge dallo stato Canadese, tramite i quali viene garantita l’integrità del territorio e, cosa di notevole importanza, dà costantemente la possibilità ai Nativi e abitanti di zone remote di avere sostentamento dalla vendita di tali pelli fin da prima del 1600, anni in cui fu fondata la storica Hudson Bay Company, impresa commerciale che gestiva le vendite verso i paesi europei.
Il commercio delle pelli selvatiche oltre a essere una tradizione di eccellenza è un esempio moderno di applicazione dei principi di conservazione e sviluppo sostenibile; anni di storia hanno portato questo tipo di caccia ad un rispetto elevatissimo per l’ambiente, con l’utilizzo di trappole Cruelty Free testate e approvate (accordi AIHTS 1997), con una situazione aggiornata annualmente sulle specie animali a rischio descritte nel sito species-registry.canada.ca (sottosezione Sara) e un controllo fisico costante da parte dell’ente forestale sia sui documenti utilizzati per la movimentazione delle pelli tra regioni sia nelle concerie.

Leggi il regolamento della caccia più nello specifico.

Tralasciando come ben noto le loro caratteristiche basiche, il castoro è un animale che se non controllato può avere la possibilità di compromettere il sistema idrico di alcune zone. L’articolo di riferimento dal sito ilpost.it del 2016 (leggi), riporta un problema legato all’abbandono di alcuni esemplari in un territorio vasto e ricco di alberi; dal momento che il castoro ha la particolarità di costruire dighe in corsi d’acqua come conseguenza abbastanza gravosa è stato il moltiplicarsi senza limiti del numero di esemplari peggiorando di anno in anno la situazione dell’ecosistema.
L’ecosistema di quella zona, come specificato nell’articolo, non ha un bilanciamento delle varie specie animali e l’unico sistema per limitare il problema è stato quello dell’abbattimento.

Provenienza controllata

Le pelli da pellicceria si distinguono in allevamento e selvaggina, rispettivamente provenienti da Europa e Nord America e soggette quindi a gestione e regole diverse.

Le prima tipologia è gestita interamente dall’asta europea Saga Furs, la quale controlla, regola, assortisce e vende le pelli grezze. Nel sistema Saga Furs si sottolinea l’importanza del controllo sugli allevamenti i quali, aderendo al programma Saga Furs, sono tenuti sotto stretto controllo sugli aspetti più delicati come il Welfare degli animali, ma soprattutto rendono le pelli tracciabili dalla nascita alla vendita. Il sistema di controllo e le varie regole sono settate su norme definite tra gli allevatori, il Council of European Reccomendation on Fur farming e Sagafurs; agli allevatori viene data la qualifica e l’autorizzazione ad essere fornitori di Saga Furs, senza la quale qualifica non possono vendere i propri prodotti.
In breve possiamo definire il sistema di tracciabilità di Saga Furs in pochi punti cruciali e fondamentali:
1 – salute e benessere degli animali;
2 – condizioni, analisi costante e modifica, se necessario, dei vari cicli di vita dell’animale da allevamento;
3 – situazione igienica degli allevamenti;
4 – salute degli animali allevati tenuta sotto controllo da veterinari esperti che seguono i protocolli fissati nel Finnish Animal Welfar Act.
5 – gestione dell’ambiente ⊕;
6 – gestione del nutrimento ⊕;
7- preparazione del personale ⊕.

Facendo seguito a queste regole basilari in sviluppo costante tramite FIFUR (Finnish Fur Breaders Association) Saga Furs e WelFur, le certificazioni sono verificate da terze parti quali, per la Finlandia, la Finland Luova Ltd, che verifica realmente nell’allevamento le regole stabilite, mentre, per quanto riguarda le pelli provenienti da zone esterne alla Finlandia, le certificazioni vengono verificate da DVN GL tenendo come basi le regole stabilite da Saga Furs e WelFur e confermate da Baltic Control®.
Come già spiegato, il certificato Saga Fur include il protocollo redatto da WelFur, una ricerca scientifica relazionata in vari documenti sul benessere degli animali alla quale hanno partecipato molte università ⊕.

La seconda tipologia, la selvaggina, è gestita in parte dall’asta FHA North Bay, ed in parte direttamente da un nostro responsabile. L’approvvigionamento di pelli segue dei piani di abbattimento stabiliti e regolamentati per legge dallo stato Canadese, tramite i quali viene garantita l’integrità del territorio e, cosa di notevole importanza, dà costantemente la possibilità ai Nativi e abitanti di zone remote di avere sostentamento dalla vendita di tali pelli fin da prima del 1600, anni in cui fu fondata la storica Hudson Bay Company, impresa commerciale che gestiva le vendite verso i paesi europei.
Il commercio delle pelli selvatiche oltre a essere una tradizione di eccellenza è un esempio moderno di applicazione dei principi di conservazione e sviluppo sostenibile; anni di storia hanno portato questo tipo di caccia ad un rispetto elevatissimo per l’ambiente, con l’utilizzo di trappole Cruelty Free testate e approvate (accordi AIHTS 1997), con una situazione aggiornata annualmente sulle specie animali a rischio descritte nel sito species-registry.canada.ca (sottosezione Sara) e un controllo fisico costante da parte dell’ente forestale sia sui documenti utilizzati per la movimentazione delle pelli tra regioni sia nelle concerie.

Leggi il regolamento della caccia più nello specifico.

Tralasciando come ben noto le loro caratteristiche basiche, il castoro è un animale che se non controllato può avere la possibilità di compromettere il sistema idrico di alcune zone. L’articolo di riferimento dal sito ilpost.it del 2016 (leggi), riporta un problema legato all’abbandono di alcuni esemplari in un territorio vasto e ricco di alberi; dal momento che il castoro ha la particolarità di costruire dighe in corsi d’acqua come conseguenza abbastanza gravosa è stato il moltiplicarsi senza limiti del numero di esemplari peggiorando di anno in anno la situazione dell’ecosistema.
L’ecosistema di quella zona, come specificato nell’articolo, non ha un bilanciamento delle varie specie animali e l’unico sistema per limitare il problema è stato quello dell’abbattimento.

Economia circolare

Il mondo della moda difficilmente può avvalersi di titoli ecologici, per ovvi motivi, specialmente legati alla biodegradabilità dei tessuti e delle lavorazioni in essi contenuti. Per questo motivo il concetto di “Economia Circolare” è stato leggermente stravolto per poter abbracciare questo vasto settore, creando un percorso virtuoso leggermente diverso dal vero concetto ecologico, ma pur sempre meritevole di lode.
L’economia circolare tradizionale è un percorso così composto:
Risorse naturali –> Design  –> Produzione  –> Distribuzione –> Consumo –> Raccolta –> Riciclo –> Decomposizione –> Risorse Naturali –>…
Il concetto di circolarità comunemente accettato per il mondo della moda è leggermente abbreviato:
Risorse naturali –> Design  –> Produzione  –> Distribuzione –> Consumo –> Raccolta –> Riciclo –> Design –>…
Ovviamente quest’ultimo percorso, essendo apprezzabile come concetto ecologico, non è un ciclo che si può ripetere all’infinito, poiché i tessuti riciclati e rimessi a modello, non hanno vita molto lunga.

Le Pelli naturali sono uno dei pochissimi materiali nel mondo della moda, che possono rientrare in entrambi i concetti di Economia Circolare!
L’elevata capacità di biodegradabilità di una pelliccia naturale, la fa rientrare perfettamente nel vero concetto ecologico, chiudendo un ciclo che si potrebbe ripetere all’infinito. In più, l’ormai già noto concetto di Rimessa a Modello in cui Noi abbiamo sempre creduto, dona a questi capi una vita lunghissima, rivedendone il design per adattarlo alle mode e passare di generazione in generazione.

Economia circolare

Il mondo della moda difficilmente può avvalersi di titoli ecologici, per ovvi motivi, specialmente legati alla biodegradabilità dei tessuti e delle lavorazioni in essi contenuti. Per questo motivo il concetto di “Economia Circolare” è stato leggermente stravolto per poter abbracciare questo vasto settore, creando un percorso virtuoso leggermente diverso dal vero concetto ecologico, ma pur sempre meritevole di lode.
L’economia circolare tradizionale è un percorso così composto:
Risorse naturali –> Design  –> Produzione  –> Distribuzione –> Consumo –> Raccolta –> Riciclo –> Decomposizione –> Risorse Naturali –>…
Il concetto di circolarità comunemente accettato per il mondo della moda è leggermente abbreviato:
Risorse naturali –> Design  –> Produzione  –> Distribuzione –> Consumo –> Raccolta –> Riciclo –> Design –>…
Ovviamente quest’ultimo percorso, essendo apprezzabile come concetto ecologico, non è un ciclo che si può ripetere all’infinito, poiché i tessuti riciclati e rimessi a modello, non hanno vita molto lunga.

Le Pelli naturali sono uno dei pochissimi materiali nel mondo della moda, che possono rientrare in entrambi i concetti di Economia Circolare!
L’elevata capacità di biodegradabilità di una pelliccia naturale, la fa rientrare perfettamente nel vero concetto ecologico, chiudendo un ciclo che si potrebbe ripetere all’infinito. In più, l’ormai già noto concetto di Rimessa a Modello in cui Noi abbiamo sempre creduto, dona a questi capi una vita lunghissima, rivedendone il design per adattarlo alle mode e passare di generazione in generazione.